mercoledì 1 giugno 2011

Musica e Giovani : Introduzione

Musica e Giovani : Introduzione




Dal vinile all’iPod, passando per mangiacassette e lettori cd: la musica, in qualsiasi forma la si ascolti è, ed è stata, una costante per qualsiasi generazione. Ogni estate ha la sua colonna sonora, molti associano un momento particolare della loro vita ad una canzone, la musica invade ormai ogni spazio della vita quotidiana: si ascolta musica in macchina, nei bar, nei centri commerciali..

Ma quel’è il rapporto tra i giovani e la musica? Come è cambiato? Si può vivere di sola musica? La musica è una forma d’arte, l’espressione del proprio io più intimo, forse più facile da apprezzare rispetto ad un’opera pittorica o ad una scultura. E’ anche storia: essa racconta il nostro mondo, quello che siamo e ciò che facciamo. In passato era appresa e tramandata in modo diretto, dal maestro all’allievo. Oggi invece, grazie anche alla tecnologia, “fare” e passare musica è molto più facile e veloce. Questo dà la possibilità a noi giovani di scegliere quella che più ci piace e che è più affine alle nostre orecchie. 

Così la musica oltre ad essere una forma di espressione diviene un importante strumento di aggregazione. Cioè scegliendo la musica che più ci piace, implicitamente scegliamo anche le persone più simili a noi, con le stesse abitudini, creando in molti casi delle vere e proprie masse con gli stessi ideali e le stesse idee.  

Ci sono almeno due prospettive dalle quali si potrebbe esaminare il rapporto tra i giovani e la musica: la prima ha una dimensione intima: spesso la musica e i testi delle musiche, infatti, aiutano ad esprimere qualcosa che non si riesce immediatamente a comunicare; la musica, poi, ha anche una sua caratterizzazione extra-individuale e serve per costruire una categorizzazione di identità: si pensi alla Beatles mania o a coloro che ascoltano musica metal. Ma oltre ad avere una dimensione intima, la musica rappresenta anche una voce collettiva: parlo dei ritornelli negli stadi, dei cori delle manifestazioni, o degli inni generazionali. 

Eppure nonostante la musica sia così importante e fondamentale, le viene concesso davvero poco spazio: perché in questa città non suonano più le band emergenti in piazza? Non penso che sia una questione meramente di bilancio, visto che danaro per il concerto dei Pooh sarà stato sicuramente speso, quello che a me sembra è la volontà di impedire processi di aggregazione per i giovani.

La musica ha un ruolo fondamentale nella vita dei giovani di qualsiasi generazione, e da sempre ne influenza i comportamenti: un tempo masse di adolescenti si strappavano i cappelli per John Lennon e company, ora a seconda del tipo di musica che si predilige cambia anche lo stile e il modo di porsi, pensiamo agli appassionati di musica metal, o a coloro che prediligono la musica rap, si distinguono lontano un miglio. 

La musica però, purtroppo, ricopre ancora un ruolo troppo marginale nell’educazione scolastica e non solo, viene inserita come disciplina solo nelle scuole medie, e solo per poche ore, sarebbe invece giusto avvicinare i giovani anche allo studio della musica, oltre che all’ascolto, sin da piccoli, nelle scuole elementari, per aver poi la possibilità di scegliere la strada da percorrere avendo vagliato ogni possibilità».  

Il rapporto tra i giovani e la musica è ricco di sfumature, bisogna fare in modo che si intensifichi ancora di più! Ed è quello che si propone di fare il nostro gruppo, il Gruppo Musica su questo blog, cioè far conoscere ai Giovani tutte quelle sfumature che ancora non hanno scoperto!


Scermarke Said & Federico Transerici

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