martedì 12 aprile 2011
Sta andando molto bene nelle sale Amici , amanti e... , un film diretto da Ivan Reitman nel quale sono protagonisti il marito di Demi Moore, il sexy Ashton Kutcher e il premio Oscar per Il cigno nero, Nathalie Portman, nei panni di due amici che decidono inizialmente di impostare una relazione basata su tutto tranne che sull’amore.
Kutcher si vede chiaramente che è sin dal principio innamorato della ragazza, ma accetta di non legarsi a lei sentimentalmente. Gli eventi però prenderanno una piega imprevedibile.
una trama semplice e non così tanto originale, ma comunque una commedia simpatica che a mio parere riscuote più successo per gli attori protagonisti che per la storia, ma io personalmente l'ho apprezzato molto.
forse mi aspettavo un inizio diverso a giudicare dal trailer: credevo fosse la classica grande amicizia che dura da anni e che poi miracolosamente si tarsforma, invece è stata presentata come più una conoscenza che un amicizia! i protagonisti prima dei loro incontri di letto si sono visti e parlati 2 o 3 volte a distanza di anni.
è stato divertente come il ergista abbia inserito situazioni simpatiche come il classico ma sempre piacente personaggio gay che finge disperatamente di avere il ciclo sincronizzato con le sue coinquiline, o il padre di Kutcher che ripetutamente si porta a letto le ex ragazze del figlio convinto ogni volta dia ver trovato l'amore della sua vita..
inutile parlare dell'ottima interpretazione dei fantastici attori che nuovamente anche in una semplice commedia rendono perfettamente l'idea dei personaggi.
Chiara Gervasi
http://www.mymovies.it/film/2011/amiciamantie/
http://www.amiciamantie-ilfilm.it/index.php#/thefilm/
http://www.mymovies.it/film/2010/ilcignonero/
http://www.youtube.com/watch?v=Zsp2fopJd3o
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71504
Kutcher si vede chiaramente che è sin dal principio innamorato della ragazza, ma accetta di non legarsi a lei sentimentalmente. Gli eventi però prenderanno una piega imprevedibile.
una trama semplice e non così tanto originale, ma comunque una commedia simpatica che a mio parere riscuote più successo per gli attori protagonisti che per la storia, ma io personalmente l'ho apprezzato molto.
forse mi aspettavo un inizio diverso a giudicare dal trailer: credevo fosse la classica grande amicizia che dura da anni e che poi miracolosamente si tarsforma, invece è stata presentata come più una conoscenza che un amicizia! i protagonisti prima dei loro incontri di letto si sono visti e parlati 2 o 3 volte a distanza di anni.
è stato divertente come il ergista abbia inserito situazioni simpatiche come il classico ma sempre piacente personaggio gay che finge disperatamente di avere il ciclo sincronizzato con le sue coinquiline, o il padre di Kutcher che ripetutamente si porta a letto le ex ragazze del figlio convinto ogni volta dia ver trovato l'amore della sua vita..
inutile parlare dell'ottima interpretazione dei fantastici attori che nuovamente anche in una semplice commedia rendono perfettamente l'idea dei personaggi.
Chiara Gervasi
http://www.mymovies.it/film/2011/amiciamantie/
http://www.amiciamantie-ilfilm.it/index.php#/thefilm/
http://www.mymovies.it/film/2010/ilcignonero/
http://www.youtube.com/watch?v=Zsp2fopJd3o
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71504
" Arancia meccanica" è un film di Stanley Kubrick del 1971. E' ambientato in un inghilterra vagamente futuristica dove Alex il protagonista con i suoi drughi vivono una vita da teppisti e compiono una serie di violenze quali stupri,sevizie e risse con bande rivali. La prima parte del film è un concentrato di violenza ai danni di una gang rivale, di un anziano barbone, di un ricco scrittore e di sua moglie e infine di una signore proprietaria di un centro benessere : qui Alex viene tradito dai suoi drughi e subito dopo arrestato sul luogo. Da quì inizia la seconda parte del film dove alex viene arrestato e sottoposto alla " cura Ludovico", un mezzo messo in atto dal governo per eliminare l'istinto violento nelle persone tramite una camicia di forza, delle pinze che tengono aperti gli occhi e una serie di film violenti dai quali alex non può distogliere lo sguardo. La terza parte del film successiva alla liberazione di Alex è una serie di "contrappasso" : Alex casualmente si ritrova in tutti i luoghi in cui ha compiuto atti di violenza ma stavolta è lui a subirli daglle stesse sue vittime passate. Spinto al suicidio, si ritrova in ospedale dove si accorge di aver riacquistato la sua indole violenta e sessuale, e ora è finalmente " guarito ".
E' incredibile come nella prima parte del film il fatto che tutte le scene di violenza sono accompagnate da musica classica ci faccia sembrare queste scene orribili delle semplici rappresentazioni teatrali, quasi ci divertono. Nella seconda parte tutto questo diventa disgusto e insopportabile, è come se anche lo spettatore subisse la cura Ludovico. Questo espediente è stato usato dal regista per mostrare quanto sia influenzabile la mente umana e quanto la realtà sfugga alla nostra reale comprensione : è modificabile, programmabile come "un'arancia a orologeria" appunto.
Il tema centrale del film è la violenza, una violenza che viene mostrata in modi diversi.
- Il primo tipo è una violenza di tipo individuale ovvero quella di Alex : è un'energia vitalistica, è una furiosa forza con origini sessuali e associata a una regressione infantile dello stesso "violento" ( rappresentata dal latte come bevanda principale del protagonista, dalla scena in cui viene portato in braccio e dalla scena in cui è imboccato al letto dal primo ministro.
- Il secondo tipo di violenza è quella organizzata ovvero quella dello stato : è una violenza tutt'altro che vitalistica e istintiva ma volta solo ad assoggettare i sudditi ai propri scopi. La macchina statale vuole rendere i cittadini degli automi.
Jacopo Baieri VE
Sitografia: Il contenuto del post è del tutto personale. Per ulteriori informazioni visitare i seguenti siti : http://www.wikipedia.it/ http://www.archiviokubrick.it/
martedì 5 aprile 2011
Stanley Kubrick
Stanley Kubrick
Stanley Kubrick nasce nel quartiere Newyorkese del Bronx il 26 Luglio del 1928, da Jacob Leonard Kubrick (1901) e Sadie Gertrude Perveler (1903). Il giovane Stanley manifesta già all’età di 13 anni molti interessi come la musica Jazz, gli scacchi e la fotografia in particolare. Viene notato dalla rivista “Look” che gli compra una foto per 25 dollari e per la quale lavorerà già all’età di 16 anni. Look assume Kubrick come fotografo a contratto. A soli 17 anni, è il più giovane fotoreporter della rivista. Durante i quattro anni di lavoro a Look, Kubrick verrà inviato in tutti gli Stati Uniti e all'estero come reporter e seguirà eventi di costume, cultura, sport e attualità. Dopo essere rientrato alla scuola pubblica per chiudere l'anno, Stanley Kubrick si iscrive alla William Howard Taft High School, dove ancora non brilla come studente. Nelle future interviste criticherà il sistema scolastico: basato interamente sulla paura di prendere cattivi voti o di fallire nel conseguire traguardi, avrebbe ottenuto maggiori risultati dagli studenti se i professori fossero stati in grado di suscitare il loro interesse. Invece che a studiare, Kubrick passa la maggior parte del suo tempo al cinema Loew's Paradise e al RKO Fordham Theatre, dove vede ogni film che gli capita sotto mano. Nel 1959 Douglas gli offre la regia di Spartacus, dopo aver licenziato Anthony Mann, con cui aveva avuto parecchi contrasti sul set. L'esperienza di Spartacus non si rivela positiva, soprattutto perché Kubrick non si trova a suo agio senza avere il completo controllo di tutte le fasi di produzione e non vive serenamente il rapporto con Douglas, che oltre ad essere l'interprete principale del film ne è anche il produttore. Nonostante questo, il film rimane notevole nel suo genere (è in quel momento il film più costoso della storia del cinema), ottiene grande successo, almeno per quanto riguarda il botteghino, e viene premiato con quattro Oscar. Dopo questo film, Kubrick si trasferisce definitivamente in Inghilterra e si rende conto di poter creare a pieno titolo soltanto progetti di cui ha il completo controllo.
Il tema ricorrente in tutti i suoi film è la Crisi della ragione : Kubrick riflette e narra, fotografa e mette in scena l’irriducibilità della violenza al controllo razionale, vuole fissare il momento preciso in cui si sgretola una situazione armoniosa e di equilibrio nella vita di tutti i giorni. La ragione occidentale pensa , come il pensiero del filosofo idealista Hegel, di poter racchiudere l’intera realtà in una precisa e ordinata struttura razionale. Kubrick, influenzato dalla filosofia di Nietzsche e dalle teorie di Freud e Jung, rifiuta questa sistematicità e credendo nei fantasmi dell’inconscio e sul non senso della maggior parte della nostre azioni. L’uomo affronta una crisi sul controllo della propria identità, sulla dicotomia della nostra anima, sulla violenza spesso originata dalla sessualità, affronta la crisi sul controllo dello spazio e del tempo ( rappresentato nei suoi film dai labirinti, dai corridoi…).
Arancia Meccanica è sicuramente il film che preferisco tra la filmografia di Stanley Kubrick. Ha un impatto devastante sullo spettatore ed è incredibile quanto riusciamo a immedesimarci con il protagonista Alex in qualsiasi sua azione.
Tra tutte le scene del film ho trovato particolarmente agghiacciante ma allo stesso tempo sensazionale la scena dell’irruzione in casa dello scrittore Alexander e di sua moglie da parte dei quattro “drughi”. Qui è evidente come Stanley abbia voluto fissare l’istante dell’irruzione dell’irrazionalità nell’ordine: una casa ordinata e moderna, confortevole e calda, viene assalita da quattro teppisti in maschera che compieranno un atto orribile di violenza visiva sullo scrittore costretto ad assistere impotente allo stupro di sua moglie. Il fatto più inquietante è che questa violenza è mostrata come se fosse uno spettacolo teatrale, come una pantomima romana, un balletto. Lo stupro di lei e la sevizia di lui sono compiuti mentre il protagonista canticchia Singin’ in the Rain , ed è incredibile quanto un fatto così orribile sembri quasi una rappresentazione teatrale per via della canzone e dei loro costumi. Ha inoltre avuto su di me un impatto forte il contrasto visivo tra vittima e carnefice : come afferma lo stesso Sofsky, il protagonista dell’eccesso è come se fosse dominato da una gioia maligna che lo libera totalmente dai sensi e dalla coscienza. La sua energia vitalistica e il suo furore lo fanno sentire leggero e illimitato e sente realizzarsi la primitva aspirazione dell’uomo: la libertà assoluta, il ritorno al paradiso. Un paradiso della crudeltà appunto, proprio perché la vittima nel frattempo si sente all’inferno.
Jacopo Baieri VE
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